Bonifiche - ITQ in Italia

Bonifiche Amianto e Bonifiche Ambientali

 

Azienda  Certificata

  • Iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, categorie: 10B classe B, 9 classe B, 8 classe D, 5 classe E
  • Certificazioni Sistemi Qualità per rimozione di manufatti contenenti amianto, bonifiche ambientali di siti contaminati e trasporto dei rifiuti, intermediazione di rifiuti senza detenzione e manutenzione di edifici: ISO 9001:2015, ISO 14001:2015 ISO 45001:2018.

Bonifiche Amianto Compatto e Friabile

Sospetti che la copertura della tua azienda o di un tuo immobile contenga amianto? I manufatti più comuni classificati come materiali da costruzione contenenti amianto sono le lastre ondulate di copertura (eternit). La nostra azienda esegue interventi di rimozione e smaltimento amianto compatto seguendo rigorosamente le procedure conformi al D.M. 6 Settembre 1994.

Gruppo ITQ esegue interventi anche di Bonifica amianto friabile.  L’amianto a matrice friabile è stato utilizzato in materiali isolanti, coibentazioni di forni e caldaie, intonaci, pavimenti, rivestimenti, collanti, guarnizioni e materiali di attrito. Questa tipologia di bonifica è la forma più complessa, in quanto a differenza della bonifica da amianto compatto, il rischio di dispersione di fibre contenenti amianto è molto più elevato, per questo è importante affidarsi ad esperti del settore. 

Siti Contaminati

I nostri settori di intervento interessano sia i siti produttivi, sia le aree industriali dismesse, dove spesso, specie prima dell’entrata in vigore delle norme ricomprese e integrate dal D. Lgs 152/06, sussistono condizioni di decontaminazione pregresse che si estendono ai terreni, falde acquifere ed impianti in genere.

Interventi di messa in sicurezza di emergenza
  • Rimozione dei rifiuti, svuotamento vasche di raccolta liquidi e dei terreni interessati
  • Copertura impermeabile temporanea dei terreni contaminati al fine di evitare il dilavamento e la veicolazione ad azione delle acque meteoriche.
Interventi di Bonifica
  • Rimozione e smaltimento dei rifiuti e dei terreni contaminati presso impianti di smaltimento o di recupero.
  • In alternativa, messa in sicurezza permanente mediante cinturazioni perimetrali, barriere o diaframmi verticali e orizzontali al fine di isolare in modo permanente le fonti inquinanti.
  • Trattamento dei terreni insaturi in sito mediante biotecnologie.
  •  Trattamento delle acque di falda in sito o on site

Rispristino Discariche

Gli interventi sono rivolti al recupero dei volumi della discarica, al recupero energetico (biogas) della frazione ancora biodegradabile, al recupero e riciclo di materiali e al ripristino di condizioni di sicurezza ambientale, attuabili in funzione delle caratteristiche del sito.

Biotecnologie

BIOSEARCH AMBIENTE è Il nostro Partner Ufficiale. Gli interventi di biorisanamento, il più delle volte sono eseguiti in situ, senza rimuovere la matrice inquinata e risultano risolutivi per i più diffusi contaminanti ambientali.  

Serbatoi Interrati

Un serbatoio inutilizzato deve essere preferibilmente dismesso previa rimozione dei residui o , deve essere messo in sicurezza permanentemente al fine di garantire la tutela delle matrici ambientali. La messa in sicurezza temporanea è, quindi, una fase transitoria.  Qualora la rimozione non fosse fattibile, il serbatoio dismesso va messo in sicurezza permanente. I nostri interventi:  Dismissione con rimozione, Dismissione con messa in sicurezza temporanea, Dismissione con rimozione.

Ballast Ferroviario

In Italia sono numerose le tratte ferroviarie potenzialmente interessate e diverse le situazioni di
emergenza che hanno condotto a segnalare la pericolosità del materiale. La nostra azienda gestisce anche questi interventi di bonifica  che devono essere eseguiti con particolari cautele e nel rispetto di procedure specifiche.

Le nostre attività

Mettiamo al primo posto la salute e la sicurezza di chi lavora e di chi vive intorno ai cantieri. La bonifica da amianto friabile è la tipologia di bonifica più complessa, in quanto a differenza della bonifica da amianto compatto, il rischio di dispersione di fibre contenenti amianto è molto più elevato.

Come si articolano le nostre bonifiche da amianto friabile:

Le procedure conformi al D.M. 6 Settembre 1994 e s. m. ed i. attraverso le quali si articola una bonifica possono essere cosi sintetizzate:
1. Redazione di specifico Piano di Lavoro da presentare alla competente ATS (art. 256 del D. Lgs. 81/2008), completo dei certificati analitici rilasciati da laboratorio effettuati sui campionamenti massivi dei materiali contenenti amianto;
2. Realizzazione di confinamento dinamico costituito da doppio telo di polietilene, con accesso all’area attraverso unità di decontaminazione del personale;
3. Messa in depressione del confinamento statico mediante estrattori d’aria e filtrazione Hepa (confinamento dinamico);
4. Campionamenti d’aria, con restituzione in MOCF, effettuati prima, durante ed al termine dei lavori;
5. Collaudo da parte della ATS del confinamento statico dinamico mediante prova fumi;
6. Rimozione e bonifica dei materiali contenenti amianto con le metodiche previste dal D.M. 6 Settembre 1994 e s. m. ed i.;
7. lspezione visiva da parte dell’Organico di Vigilanza e campionamenti d’aria con restituzione in SEM ai fini del rilascio della Certificazione di Restituibilità.

Ogni regola viene rispettata, ogni difficoltà viene affrontata e ogni emergenza viene gestita con
prontezza e lucidità. Mettiamo al primo posto la salute e la sicurezza di chi lavora e di chi vive
intorno ai cantieri. I manufatti più comuni classificati come materiali da costruzione
contenenti amianto a matrice compatta, sono le lastre ondulate di copertura, le lastre lisce di
tamponatura, canne fumarie e tubazioni di scarico, serbatoi idrici, pavimenti vinilici, acquedotti.

Le procedure conformi al D.M. 6 settembre 1994 e s. m. ed i. attraverso le quali si articola una bonifica, possono essere cosl sintetizzate:
1. Redazione di specifico Piano di Lavoro da presentare alla competente ATS (art. 256 del D. Lgs. 81/2008), completo dei certificati analitici rilasciati da laboratorio effettuati sui campionamenti massivi dei materiali contenenti amianto;
2. Installazione unità di decontaminazione del personale;
3. Campionamenti d’aria di decontaminazione del personale;
4. Rimozione bonifica dei materiali contenenti amianto con le metodiche previste dal D.M. 6 Settembre 1994 e s. m. ed i.

I nostri settori di intervento interessano sia i siti produttivi, sia le aree industriali dismesse, dove
spesso, specie prima dell’entrata in vigore delle norme ricomprese e integrate dal D. Lgs
152/06, sussistono condizioni di decontaminazione pregresse che si estendono ai terreni, falde
acquifere ed impianti in genere.

Interventi di messa in sicurezza di emergenza
Hanno lo scopo della rimozione e/o isolamento provvisorio delle fonti inquinanti sia nel caso di rilasci accidentali nell’ambiente, sia con funzione di contenere momentaneamente la propagazione nell’ambiente dell’ inquinante.

La messa in sicurezza di emergenza pue essere sintetizzata nelle seguenti attività:
– Rimozione dei rifiuti, svuotamento vasche di raccolta liquidi e dei terreni interessati;
– Copertura impermeabile temporanea dei terreni contaminati al fine di evitare il dilavamento e la veicolazione ad azione delle acque meteoriche.

Interventi di bonifica
Hanno lo scopo di eliminare la contaminazione per il ripristino del sito.
Della bonifica definitiva fanno parte:
– Rimozione e smaltimento dei rifiuti (fonte primaria) e dei terreni più contaminati (fonte secondaria) presso impianti di smaltimento o di recupero;
– In alternativa, messa in sicurezza permanente mediante cinturazioni perimetrali, barriere o diaframmi verticali e orizzontali al fine di isolare in modo permanente le fonti inquinanti;
– Trattamento dei terreni insaturi in sito mediante biotecnologie, tecniche innovative e
in continua evoluzione;
– Trattamento delle acque di falda in sito o on site.

Gli interventi sono rivolti al recupero dei volumi della discarica, al recupero energetico
(biogas) della frazione ancora biodegradabile, al recupero e riciclo di materiali e al
ripristino di condizioni di sicurezza ambientale, attuabili in funzione delle caratteristiche del
sito.

Cinturazioni perimetrali, drenaggi, captazione e recupero dei biogas, capping e ripristini
morfologici mediante riporto di terreno vegetale e piantumazioni con specie vegetali in
funzione delle caratteristiche del sito.

Grazie alle competenze dei nostri collaboratori, possiamo offrire un supporto tecnico d’eccellenza, proponendo e valutando la fattibilità di interventi in situ ed ex situ.

Il biorisanamento è un insieme di tecnologie di bonifica basate sull’azione di microrganismi
naturalmente presenti nell’ambiente, che opportunamente stimolati riescono a degradare e
detossificare le sostanze inquinanti, utilizzandole come fonte di nutrimento.

Gli interventi di biorisanamento, il più delle volte sono eseguiti in situ, senza rimuovere la
matrice inquinata e risultano risolutivi per i più diffusi contaminanti ambientali. Le tipologie di contaminazione risolvibili con sistemi di biorisanamento coincidono con gli scenari più frequenti di inquinamento di terreni e falde, ovvero idrocarburi, solventi clorurati, metalli ed altri contaminanti di natura organica.

In questo caso, oltre alla messa in sicurezza è possibile la bonifica totale
dell’area, agendo direttamente sulla sorgente di contaminazione, che viene detossificata
attraverso il potenziamento dell’azione dei microrganismi autoctoni, o l’inoculazione..

Un serbatoio inutilizzato deve essere preferibilmente dismesso previa rimozione dei residui, o
se questo non è possibile per impedimenti locali come ad esempio vicinanza a sottoservizi o
problemi strutturali, deve essere messo in sicurezza permanentemente al fine di garantire la
tutela delle matrici ambientali.


Per dismissione s’intende l’esclusione definitiva del serbatoio dal ciclo produttivo e
l’esecuzione di tutte le pratiche amministrative da presentare agli enti competenti. Il serbatoio
dismesso va messo in sicurezza fino alla rimozione, all’eventuale diverso utilizzo o alla messa in
sicurezza permanente. ad opera di azienda qualificata. La messa in sicurezza temporanea è, quindi, una fase transitoria che può durare al massimo 12 mesi, qualora la rimozione non fosse fattibile, il serbatoio dismesso va messo in sicurezza permanente.

Dismissione con rimozione
• Verifica dell’integrità del serbatoio
• Rimozione dei fondami e pulizia interna del serbatoio
• Gas free (eliminazione previa verifica della presenza di tutti i gas nocivi)
• Rimozione del serbatoio ed annesse strutture e manufatti
• Campionamenti su pareti e fondo scavo
• Smaltimento del serbatoio e dei rifiuti prodotti
• Riempimento dello scavo con materiale di riporto certificato e ripristino dello stato dei luoghi
• Relazione di fine Iavori

Dismissione con messa in sicurezza temporanea
• Verifica dell’integrità del serbatoio
• Rimozione dei fondami e pulizia interna del serbatoio
• Gas free (eliminazione previa verifica della presenza di tutti i gas nocivi)
• Messa in sicurezza temporanea
• Campionamenti su pareti e fondo scavo
• Previsione delle ulteriori azioni che si intendono adottare allo scadere dei termini di messa in
sicurezza temporanea
• Relazione di fine Iavori

Dismissione con messa in sicurezza definitiva
• Verifica dell’integrità del serbatoio
• Rimozione dei fondami e pulizia interna del serbatoio
• Gas free(eliminazione previa verifica della
presenza di tutti i gas nocivi)
• Asseverazione dell’impossibilità alla rimozione
• Accertamenti e/o indagini ambientali
• Operazioni di messa in sicurezza
• Relazione di fine Iavori

Il ballast, pietrisco impiegato per le massicciate ferroviarie, è stato ricavato anche dalla
frantumazione delle cosiddette rocce serpentinitiche, presenti nell’arco alpino e appenninico. Le rocce serpentinitiche contengono vene sottili di fibre di due tipi di minerali, il crisotilo e la tremolite, entrambi annoverati tra i minerali della serie degli asbesti di cui è stato vietato l’utilizzo a causa della ormai accertata pericolosità per la salute.

Le fibre, se liberate nell’aria, possono essere altamente nocive, per tale motivo sono necessari adeguati controlli sulle rocce utilizzate e sulle pratiche necessarie per mantenerne intatta la
consistenza. In Italia sono numerose le tratte ferroviarie potenzialmente interessate e diverse le situazioni di emergenza che hanno condotto a segnalare la pericolosità del materiale derivante proprio da quest’uso specifico. La pericolosità, infatti, è tanto maggiore quanto più alta è la dispersione delle fibre derivanti da sgretolamento e deterioramento del materiale contenente amianto.

Il rischio di dispersione nell’aria, nel terreno e, in generale nell’ambiente, di tali fibre aumenta in conseguenza delle attività umane, tra le quali, anche le attività di bonifica se non eseguite con particolari cautele e nel rispetto di procedure specifiche.

Caratterizzazione di aree industriali dismesse mediante campagne di accertamento dello stato delle componenti ambientali (suolo e falda) e di individuazione delle sorgenti di contaminazione con l’esecuzione di sondaggi meccanici, perforazioni esplorative, installazioni di piezometri, prelievo ed analisi di campioni, piani di caratterizzazione ai sensi del
D.Lgs.152/06.

Valutazione rischio amianto
Censimento dei materiali contenenti amianto presenti aII’Interno di degli edifici industriati, civili e delle aree dismesse, sia a scopi propedeutici l’attività di demolizione o ristrutturazione
(art. 248 D.Lgs. 81), sia ai fini della valutazione del rischio amianto (D.M. 6 Settembre 1994).


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